Il murale, di 7 metri per 2 metri, si trova in piazza San Francesco d’Assisi a Sant’Angelo di Brolo e si sviluppa in formato orizzontale come una grande scena corale, intensa e immersiva.
L’opera raffigura la Leggendaria Battaglia di Altavilla, combattuta nel territorio dell’attuale Sant’Angelo di Brolo, unendo ricostruzione storica e tradizione mitica in una narrazione visiva di forte impatto.
La composizione è estremamente ricca di dettagli e figure, costruita con un linguaggio pittorico realistico che invita l’osservatore a esplorare ogni porzione della scena.
Sulla sinistra, un gruppo di soldati emerge dal buio del campo di battaglia. I loro volti sono colpiti da una luce improvvisa e accecante: uno di essi, in primo piano, appare quasi inginocchiato, sopraffatto dallo stupore. I dettagli delle armature, delle espressioni e delle posture contribuiscono a rendere il momento sospeso tra timore e rivelazione.
Al centro, in primo piano, domina la figura di San Michele Arcangelo, colto nell’atto della discesa sul campo. La sua rappresentazione è potente e dinamica: non brandisce la spada, ma incarna la luce stessa, elemento che irrompe nella scena buia e fumosa. La sua presenza non è solo fisica, ma simbolica: è il punto di rottura tra notte e giorno, tra sconfitta e vittoria.
Sulla destra, un uomo dal mantello rosso e dai capelli albini sembra raccogliere il gesto dell’arcangelo. La sua figura, carica di tensione narrativa, appare come il tramite umano dell’intervento divino: forse colui che riceve la spada, forse colui che traduce la luce in azione. Intorno a lui, altri soldati combattono ancora immersi nel caos, tra fiamme, fumo e ombre in movimento.
In secondo piano, una figura volutamente sfocata sembra rivolgere lo sguardo verso lo spettatore, creando un legame diretto tra l’opera e chi la osserva. Questo espediente rompe la distanza temporale e rende il pubblico testimone attivo dell’evento.
L’atmosfera complessiva oscilla tra il dramma caravaggesco, per l’uso sapiente delle luci contrastate, e una narrazione visiva contemporanea, quasi cinematografica e fumettistica, capace di restituire energia, pathos e profondità narrativa. Il murale non rappresenta soltanto una battaglia, ma il momento fondativo di una comunità, in cui storia, fede e leggenda si intrecciano per dare origine a un’identità collettiva.
Questo murale racconta la Battaglia di Altavilla, ma soprattutto racconta una nascita.
Da quella luce, da quella vittoria, prende forma la storia di Sant’Angelo.
E non è un caso raccontarlo a Natale.
Perché il Natale è il tempo in cui la luce nasce nella notte, in cui qualcosa di nuovo prende forma nel silenzio e nel buio.
Così è nato questo paese: da una leggenda, da una battaglia, da una luce che ancora oggi continua a parlare.
Qui di seguito alcune immagini del processo di realizzazione:


















